Qi Gong

Qi Gong

 

Con questo termine si intende tutto ciò che riguarda lo studio e l’addestramento relativo all’energia.

 

L’argomento è talmente vasto che si potrebbero riempire interi scaffali di libri.

Il Qi è l’energia che permea l’universo, ogni cosa contiene Qi.

 

 

Questa antichissima arte dalle origini incerte si presume abbia avuto inizio intorno al 2400 a.c., quando comparve l’I CHING (Libro dei mutamenti), con il quale si studiava l’andamento delle stagioni, gli eventi atmosferici (Qi del cielo), il cui equilibrio andava ad influire sul Qi della terra, che comprende ad esempio maree, vegetazione, coltivazioni e, di conseguenza, tutto influiva sugli animali e le loro abitudini, ma anche sull’uomo e sulle sue scelte di vita, dalla costruzione della propria casa, al punto migliore per coltivare, ecc. (Feng shui).

 

 

Ancora oggi si cerca di approfondire sempre più questi ed altri argomenti più attuali (meteorologia, geologia, ecc.)

 

Nel 206 a.c. con la dinastia HAN venne introdotto in Cina il Buddhismo e i suoi metodi di meditazione dall’India.

 

Con questi metodi, ed altri già presenti in Cina, si poteva intervenire volontariamente sul flusso del Qi nell’uomo, per mantenere o ristabilire l’equilibrio del Qi e quindi la salute.

 

 

In seguito si sono sviluppate tutte le pratiche curative come l’agopuntura, il tuinà, lo shiatsu, la digitopressione, ecc.

Infatti, secondo la medicina cinese e non solo, la malattia scaturisce da un prolungato squilibrio energetico.

 

Le cause possono essere diverse e concomitanti (traumi, alimentazione, attività motoria sbagliata, cattive abitudini, scarsa o eccessiva emotività, condizioni ambientali e sociali).

 

Queste semplici tecniche di facile apprendimento permettono a tutti di mantenere o ristabilire il proprio equilibrio psicofisico.

 

Sono un ottimo ausilio a cure già in corso.

 

Vanno bene per persone con traumi o lesioni permanenti ed anche agli anziani, in quanto migliorano la qualità della vita.

 

Il Qi Gong è stato applicato in seguito anche alle arti marziali, soprattutto a shaolin, per incrementare la potenza fisica dei monaci guerrieri, famosi per le loro imprese.